Il punto settimanale

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Commento settimanale del 18 aprile 2017

a cura di Marc Craquelin – Chief Investment Officer

 

Alcuni fattori hanno contribuito, la scorsa settimana, a un significativo incremento dell’aversione al rischio. Tra questi, le imminenti elezioni francesi – dall’esito sempre più incerto con i primi quattro candidati al 20% circa delle intenzioni di voto – rendono più concreta l’eventualità di un secondo turno Mélenchon – Le Pen. Le preoccupazioni geopolitiche poi, con le tensioni in Corea, Siria e Afghanistan. Per finire, le ultime dichiarazioni di D. Trump, diametralmente opposte alle sue promesse elettorali in quasi tutti gli ambiti: dollaro, tassi di interesse, Fed, relazioni internazionali …

E così, per la prima volta dallo scorso novembre e dalle elezioni americane, la volatilità dell’EuroStoxx50 ha infranto al rialzo la soglia del 25%. In uno scenario del genere i mercati borsistici logicamente stornano. Gli investitori abbassano il livello di rischio dei loro portafogli, come era già successo del resto lo scorso anno prima della Brexit e delle presidenziali USA. I più penalizzati sono i titoli bancari, nonostante i dati pubblicati dalle banche americane siano buoni (JPM e Citi, tra le altre). Particolarmente esposte qualora venisse eletto un candidato estremista, sono altresì impattate negativamente dall’appiattimento della curva dei tassi e dal rallentamento dell’erogazione del credito negli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, l’oro, lo yen e i titoli sovrani americani e core europei mettono a segno una crescita significativa. Ne consegue una certa contraddittorietà nei messaggi in provenienza dalle varie asset class. Il rialzo degli asset emergenti (valute, azioni e obbligazioni), il deprezzamento del dollaro e la stabilità degli spread high yield sono infatti antinomici rispetto all’aumento dell’aversione al rischio.

A meno di un esito negativo delle elezioni francesi, gli indici europei conservano un margine di apprezzamento in un contesto caratterizzato da un aumento della crescita economica e da revisioni degli utili al rialzo.